Hebertismo e Super (?) Eroi

Cos’hanno in comune Superman, Flash, Spiderman e Capitan America? Probabilmente risponderete: la calzamaglia.
Sì, anche questo è vero, ma la caratteristica più evidente è che tutti e quattro sono dei super-eroi.
Prendiamo in considerazione Batman e Ironman: cosa accomuna, invece, questi due personaggi (soldi a parte)? Loro sono degli eroi.

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La differenza principale tra supereroi ed eroi è che i primi possiedono dei super poteri che li rendono i migliori in alcuni ambiti: Flash corre più veloce di qualsiasi altra persona al mondo, Spiderman si arrampica sugli edifici come nessun altro sa fare e Superman, invece, può volare.
In tutte le loro azioni faranno sempre affidamento su quell’unica caratteristica in cui eccellono.
Gli eroi, invece, non sono nient’altro che semplici esseri umani, mediocri (per modo di dire) in tutti i campi e non possono fare affidamento in nessuna abilità particolare: sono versatili.
Ed è questa versatilità, propria dell’essere umano, che in natura gli ha permesso di sopravvivere e di posizionarsi così in alto nella catena alimentare.

La parola d’ordine per un eroe è “EQUILIBRIO”.
In particolare, equilibrio in tre aspetti principali: abilità, forza e desiderio(“la sacra trinità dell’eroe”, com’è chiamata da Christopher McDougall nel suo libro Natural Born Heroes, ispiratore di questo post).
Mente, corpo e spirito. Eccedi in uno qualsiasi dei tre e sbilancerai di conseguenza gli altri due. Ci si può lanciare in azione con le più nobili intenzioni di spirito, ma non si andrà molto lontano senza un repertorio di abilità tecniche e un arsenale di agilità e resistenza.

Da un punto di vista prettamente hebertista, dunque, quando si parla di mente si intende tutto il bagaglio di conoscenze, l’atteggiamento, l’attitudine e le caratteristiche tipiche dell’uomo d’azione (éducation virìl, secondo Georges Hébert).
Per corpo si intendono la forza e l’abilità fisica. Un eroe, si sa, deve avere forza almeno per due persone se vuole riuscire a salvare qualcuno da un pericolo.
Come già accennato, questa forza deve però essere versatile e, in quanto esseri umani, prevedere un buon livello di preparazione in tutte e dieci le famiglie di esercizi di Hébert (éducation physique).
Lo spirito di un eroe, invece, è la volontà di subordinare le proprie capacità e la propria forza a un’idea morale dominante: l’altruismo (éducation moral).

Dal momento che la filosofia dell’hebertismo si può riassumere nel motto “Essere forti per essere utili” e che la forza, come la intende Hébert, non può prescindere dalle caratteristiche attitudinali di una persona, possiamo quindi assumere che l’obiettivo del Metodo Naturale fosse proprio quello di creare degli eroi?

Io credo di sì.

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