IN AZIONE!

“La vera forza, nel suo concetto più ampio,
è una sintesi fisica e morale. Risiede non solamente
nei muscoli, nella potenza cardiaca, nella destrezza,
ma prima di tutto nell’energia che l’utilizza, nella
volontà che la dirige, nel sentimento che la guida”.


Georges Hébert

Hebertismo e Super Eroi

Sapete cos’hanno in comune Flash, Spiderman, Superman e Capitan America? Probabilmente risponderete: la calzamaglia. Sì, anche questo è vero, ma la caratteristica più evidente è che tutti e quattro sono dei super-eroi.
Prendiamo in considerazione Batman e Ironman: cosa accomuna, invece, questi due personaggi (disponibilità economiche a parte)? Loro sono dei semplici eroi.

La differenza principale tra supereroi ed eroi è che i primi possiedono dei super poteri che li rendono i migliori in alcuni ambiti: Flash corre più veloce di qualsiasi altra persona al mondo, Spiderman si arrampica sugli edifici come nessun altro sa fare e Superman, invece, può volare.
In tutte le loro imprese fanno sempre affidamento su quell’unica caratteristica in cui eccellono.
Gli eroi, invece, non sono nient’altro che semplici esseri umani, mediocri (per modo di dire) in tutti i campi e non possono fare affidamento su nessuna abilità particolare, ma sono versatili.
È proprio grazie a questa versatilità che l’essere umano è riuscito a posizionarsi così in alto nella catena alimentare e sopravvivere fino ai nostri giorni.

Mente – Corpo – Spirito

La parola d’ordine per un eroe è “equilibrio”.
In particolare stiamo parlando prevalentemente dell’equilibrio tra tre aspetti: abilità, forza e desiderio, o meglio mente, corpo e spirito. Eccedendo in uno qualsiasi dei tre sbilancerai di conseguenza gli altri due. Ci si può lanciare in azione con le più nobili intenzioni di spirito, ma non si andrà molto lontano senza un solido repertorio di abilità tecniche e un arsenale di forza, agilità e resistenza. Si può essere i più muscolosi della propria squadriglia, ma se non si sa come utilizzare al meglio la propria forza e non la si vuole mettere a disposizione di qualcuno si è decisamente poco utili.

Questi pensieri di cui abbiamo appena parlato furono elaborati un bel po’ di anni fa da Georges Hébert, il cui nome lascia facilmente intuire la provenienza francese. Coetaneo del nostro amato B.-P. ufficiale della marina militare francese, ideò un metodo eccezionale e innovativo per sviluppare le doti di eroe che sono dentro ognuno di noi.

Per Georges Hébert, dunque, quando si parla di mente si intende tutto il bagaglio di conoscenze tecniche, l’atteggiamento, l’attitudine e le caratteristiche tipiche dell’uomo d’azione.
Per corpo si intendono la forza e l’abilità fisica. Un eroe, si sa, deve avere forza almeno per due persone se vuole riuscire a salvare qualcuno da un pericolo (nei prossimi numeri di avventura, vedremo che questa forza deve essere versatile e prevedere una preparazione nelle dieci le famiglie di esercizi naturali). Lo spirito di un eroe, infine, è la volontà di usare le proprie capacità e la propria forza per fare del bene e aiutare gli altri.

Essere Forti Per Essere Utili

Il metodo di allenamento creato da Georges Hébert, conosciuto da tutti come “hebertismo”, è entrato a far parte del nostro repertorio di competenze in quanto si sposa molto bene con la filosofia scout del fare del proprio meglio per essere sempre pronti a compiere la Buona Azione. Il motto dell’hebertismo è, infatti, “essere forti per essere utili”, tanto agli altri quanto a sé stessi. Questo slogan ci suggerisce come l’obiettivo dell’essere in forma non sia quello di superare la prova costume (che comunque non dispiacerebbe!), bensì quello di essere una persona su cui poter contare, su cui gli altri possano fare affidamento nel momento del bisogno.

Lo stesso B.-P. ci ricorda come uno scout possa essere una persona passabile in un salotto, ma indispensabile in un naufragio.

Mettere al servizio degli altri la propria competenza può significare molte cose: dal saper trasportare per lunghe distanze un compagno con una caviglia slogata, al saper sollevare sulle proprie spalle un amico che deve fare una legatura a due metri e mezzo di altezza; dal salvare qualcuno che sta affogando, al sapersi arrampicare su un albero per recuperare un pallone incastrato tra i rami; dall’avere il coraggio di affrontare un passaggio difficile durante un’escursione in montagna, al saper mantenere la calma e avere sangue freddo durante un’emergenza.

Il Metodo Naturale

L’hebertismo è chiamato anche Metodo Naturale e ciò non lascia alcun dubbio sul fatto che utilizzarlo per diventare forti sia, per noi scout, una scelta più che appropriata.

L’aggettivo “Naturale” sta ad indicare, innanzitutto, che viene praticato all’aria aperta, a pieno contatto con la natura. L’aria aperta, già di per sé, è uno strumento utile per fortificare il corpo e la mente. Basta pensare allo sforzo fisico e alla forza di volontà necessari anche solo per una semplice camminata sotto la pioggia, in mezzo al fango o d’inverno sulla neve fresca. Pensiamo, inoltre, alla differente qualità dell’aria che si può trovare in una palestra chiusa e quella in un bosco o in un’area verde. Se poi si aggiunge la presenza del sole, non c’è molto altro da dire.

Il Metodo Naturale è anche una filosofia di vita caratterizzata dall’amore e dal rispetto per la natura. Infatti, ristabilire il contatto con la natura, riscoprire le condizioni di vita naturali ed esercitare i movimenti per cui il nostro corpo è stato “progettato”, utilizzandoli per il nostro sviluppo, sono aspetti basilari dell’hebertismo.

Per utilizzare le parole del suo fondatore, il Metodo Naturale non è quindi solamente un metodo di allenamento, ma è un vero e proprio stile di vita e un modo di concepire la propria esistenza in accordo con la natura; può essere infatti pensato come la ricerca e l’acquisizione dell’equilibrio in tutti gli aspetti della vita, tra i quali l’armonia con la natura è di fondamentale importanza.

Muoviti, non stare a guardare!

Qual è la prima (e la più semplice) cosa che possiamo fare con l’hebertismo? Beh, stare fermi, ovviamente! Ma stare fermi può essere fatto in molti modi. Uno di questi però spicca per il fatto di essere la posizione di riposo più naturale per l’essere umano: lo squat (che in inglese significa “accovacciamento”).

Sì, certo, è anche la posizione più comoda per fare i propri bisogni al campo estivo, ma questa posizione ha innumerevoli vantaggi e permette, oltretutto, di riuscire a tornare in piedi e a passare all’azione in men che non si dica.

Se manteniamo questa posizione per una decina di minuti al giorno, non per forza consecutivi, otteniamo notevoli benefici, tra cui il sollievo da un eventuale mal di schiena, il rafforzamento dei glutei e dei muscoli dell’anca, il miglioramento della mobilità delle caviglie e la correzione di cattive abitudini posturali.

Fuori piove e non potete uscire a giocare e muovervi con gli amici? Niente di meglio che passare un po’ di tempo in posizione di squat, ma ricordatevi di tenere i talloni sempre appoggiati a terra! Il vostro corpo vi ringrazierà e la strada per diventare eroi potrà avere inizio!

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