Profilo Michele

Nome: Michele Galuppi
Anno di nascita: 1985
Città: Ravenna
 

  1. Presentati. Come ti chiami, età, professione, dove abiti, cosa fai nella vita, hobbies e passioni.

Sono Michele, ho 32 anni e vivo a Ravenna insieme a mia moglie e ai miei due figli. Ho studiato fisica all’università di Bologna e prima di sposarmi abitavo a Imola. Faccio ripetizioni di fisica e matematica e dedico il resto del tempo a educare i miei figli e a gestire la famiglia.

Sono un appassionato del cubo di Rubik, adoro “il Signore degli anelli”, mi piacciono i giochi di società cooperativi e a tempo perso (ma chi ce l’ha?) gioco a Magic.

  1. Da quanto tempo conosci e pratichi l’hebertismo?

Lo conosco da quando ero ragazzino, ma l’ho conosciuto veramente bene solo da 3 anni, cioè da quando ho fatto un corso. Lo pratico da allora.

  1. Cosa ti ha interessato maggiormente? Da chi o come l’hai imparato?

La sua valenza educativa, che ritengo molto valida ed efficace, passata in modo naturale usando il corpo. L’ho imparato principalmente da Diego, frequentando gli eventi che organizza.

  1. Puoi dire che l’hebertismo ha cambiato la tua vita in qualche modo?

Decisamente sì!

  1. Come descriveresti, con parole tue, cos’è l’hebertismo? Cosa significa per te? Cos’è che ti motiva? Cosa ami di più di esso?

La sua completezza come metodo, la sua naturalezza nei movimenti propri dell’essere umano e il fine alto a cui si ispira (essere forti per essere utili) sono i cardini da cui sono stato attratto.

Dicci di più della tua visione del Metodo Naturale

  1. Come descriveresti l’evoluzione dell’hebertismo? Come mai non è più popolare come una volta? Come pensi potrebbe tornare in voga?

Purtroppo e per vari motivi, altri metodi di educazione fisica hanno preso il sopravvento nella nostra società e per questo, a lungo andare, è stato dimenticato e la maggior parte delle persone non sa neanche che esiste. Solo poche realtà hanno saputo coltivarlo.

Credo che sia un momento buono per riproporre e far riscoprire l’hebertismo, perché mi sembra che ultimamente ci sia una sorta di “ritorno alle origini” (riscoperta della natura, dei movimenti propri dell’essere umano, l’arte del movimento) da parte di alcune associazioni che stanno facendo molta presa sulle persone. C’è più consapevolezza che la classica palestra non basta.

  1. Il metodo Naturale ha più di 100 anni. Pensi che dovrebbe essere preservato per le generazioni future? Pensi che ci sia qualcosa da aggiungere o cambiare nella filosofia o nella pratica?

Assolutamente sì. Il messaggio e la metodologia sono attualissimi. Si potrebbero rivedere alcune modalità di esecuzione di alcuni esercizi per renderli più appetibili, ma questo è compito e dovere del monitour.

  1. Come vedi l’Hebertismo nel futuro? Qual è il tuo sogno a riguardo?

Spero tanto che riprenda piede in Italia; ne ha le possibilità e le capacità. Magari che un giorno si possa inserire come educazione fisica nelle scuole!

  1. Hai mai sentito parlare di Parkour? Qual è la tua opinione in merito?

Si, l’ho anche praticato per 2 anni, proprio prima di dedicarmi solo all’hebertismo. Ha un grandissimo fascino ed è molto attraente, perché quando lo guardi dici: “Oh, guarda che figo, lo voglio fare anch’io!”. Ma questo è anche un suo limite. Non si va al di là di sé stessi e molto spesso si rischia il narcisismo.

  1. Perché, secondo te, il parkour è divenuto così popolare negli ultimi anni? Pensi che i praticanti di parkour abbiano un’idea adeguata di cosa sia il metodo naturale?

Sicuramente hanno aiutato i video che girano su youtube, facendo vedere gesta spettacolari, ai limiti dello spericolato. I primi parkouristi “fai da te” hanno cominciato da lì. Non da quelle gesta, ma dal concetto: andare fuori ed allenarsi con ciò che il mondo urbano offre. È così che in varie città si sono andati a creare questi gruppi. Ora si sono più evoluti creando anche delle associazioni.

Comunque credo che pochissimi parkouristi abbiano un’idea di cosa sia il metodo naturale.

  1. L’Hebertismo è davvero uno “sport” per tutti come diceva Georges Hébert?

Assolutamente sì!

  1. “Essere forti per essere utili” è il motto dell’Hebertismo. Cosa ne pensi? L’Hebertismo ti ha reso più forte? Ti è mai capitata un’occasione dove hai usato la tua forza e la tua abilità per aiutare qualcuno?

Che da un senso a tutto. Fare le cose solo per se stessi porta poco lontano. Non mi è ancora capitata nessuna occasione particolare se non la vita di tutti i giorni, in cui uso la mia forza e le mie competenze per gli altri (a partire dai giochi con i miei figli).

  1. Che consigli daresti ad un principiante (libri da leggere, posti da visitare, persone da conoscere)?

Fare un allenamento con qualcuno che ha le competenze credo valga più di mille parole. Se sei scout, fai i campi E/G o gli EPPPI R/S, altrimenti prova a contattare qualcuno sul sito di hebertismo.it! 

Parlaci dei tuoi allenamenti

  1. Quanto spesso ti alleni? Le condizioni meteo influenzano i tuoi allenamenti?

Cerco di allenarmi un giorno sì e uno no, incastrandoli con altri eventuali impegni.

Generalmente il meteo non influenza la mia decisione di fare allenamento, ma magari limito alcuni esercizi per prudenza e ne inserisco altri.

  1. Dove ti alleni? Hai dei posti particolari? Hai la possibilità di avere un “parco hebertista”? Quanto spesso lo usi?

Mi alleno nel parco pubblico che ho davanti a casa, tendenzialmente a sera inoltrata, perché è il momento in cui ne ho il tempo.

  1. Alleni tutte le dieci famiglie durante una sessione? O fai delle sessioni dedicate per alcune di esse?

Alleno tutto tranne il nuoto, che per ora non è inserito nel mio programma. Quando sono da solo, con un po’ di fatica riesco comunque ad allenare anche il sollevamento e trasporto e la lotta.

  1. La difesa personale è importante come le altre famiglie? Non hai la sensazione che oggigiorno abbia un significato un po’ diverso da quello che aveva secondo Georges Hébert?

Credo che la lotta aiuti a confrontarsi con un’altra persona, si è in due e bisogna considerare le mosse dell’altro. Si impara a conoscere sé stessi anche sulla base della competenza dell’altro.

  1. Come ti vesti? Usi un equipaggiamento particolare?

Soprattutto di inverno mi vesto a strati, in modo che una volta riscaldato passa diminuire eventualmente il vestiario. Uso scarpe minimaliste, principalmente quelle che hanno le dita.

  1. Qual è la caratteristica particolare tuo allenamento personale?

Ricerco uno stile di vita sobrio e ultimamente sempre più vicino alle condizioni di vita naturali dell’uomo.

  1. Georges Hébert ha sviluppato una tabella con dei punteggi per il controllo dei risultati. La usi?

No, però mi piacerebbe farlo.

  1. Pensi che l’hebertismo ti mantenga in forma e in salute? Ti sei mai infortunato durante un allenamento?

Rispetto ad altri tipi di allenamento, credo che sia il miglior modo per mantenersi in forma e in salute. Non mi sono mai infortunato, per ora.

  1. Qual’è la ricetta per un allenamento ideale di Hebertismo?

La capacità di saper vedere in tutti gli oggetti, grandi o piccoli, un movimento da sfruttare inventando un esercizio.

  1. Con chi ti alleni di solito? Come fai a rendere la sessione interessante e attraente per i partecipanti?

Di solito mi alleno da solo. Pochissime volte sono riuscito a coinvolgere un amico. L’essere in due apre una marea di esercizi possibili di coppia… spazio alla fantasia!

  1. Hai un regime alimentare particolare?

Da 3 anni seguo una dieta che comprende solo derivati vegetali e nessun derivato animale.

  1. Pratichi (o hai praticato) altri sport/attività?

Nella mia vita ho praticato vari sport: nuoto, calcio, tennis, lotta greco-romana, kung fu e parkour. Ora, oltre gli allenamenti di hebertismo, da ottobre 2018 ho iniziato un corso di danza (Lindy hop e Charleston), perché saper ballare è una delle cose che mi mancava.

  1. Hai un messaggio particolare da lasciare?

Muoviti il più possibile e sarai appagato, perché il movimento è nella nostra natura!

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