La Vita e l’Opera di Georges Hébert

Biografia

Georges Hébert nasce il 27 aprile 1875 à Parigi, lo stesso anno in cui nasce la terza repubblica francese. Trascorre la prima infanzia in campagna, a Breux, dove suo padre alleva cavalli. Suo nonno è libraio e fondatore di una libreria francese a New Orleans (USA), una zia invece, avendo sposato un inglese vive a Londra. Questi particolari spiegano perché Georges Hébert acquista molto presto una cultura Franco-anglo-americana abbinata ad una vita a stretto contatto con la natura. Cresce in un ambiente profondamente cattolico, dove è forte l’idea di servire la propria nazione.

Dopo aver frequentato la Scuola dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Parigi e successivamente il Liceo di Cherbourg nel nord della Francia Georges Hébert entra nella Scuola Navale all’età di diciotto anni.

Dal 1893, Georges Hébert, allora giovane ufficiale, viaggia per il mondo e ha occasione di osservare da vicino gli esseri umani, in particolare inAfrica rimane stupito dalla forma fisica degli indigeni che vivono ancora in stretto contatto con la natura.

L’8 maggio 1902 Georges Hébert assiste all’avvenimento che lo trasformerà da osservatore di uomini a conduttore di uomini: è l’esplosione del vulcano sull’Isola della Martinica, la distruzione totale de la cittadina di S. Pierre e la morte dei suoi 35000 abitanti. Qualche ora prima della catastrofe Georges Hébert si trovava in città. Sei ore più tardi ci fece ritorno per tentare di organizzare al meglio i primi soccorsi. Si accorse allora che la maggior parte degli uomini non erano minimamente preparati ad affrontare questo tipo di tragedia. Egli rimase altresì scioccato nel apprendere che una commissione scientifica aveva dichiarato agli isolani che non c’era pericolo e aveva proibito ai cittadini di abbandonare l’isola poiché le elezioni politiche erano imminenti. In poche parole l’interesse politico aveva sopraffatto quello umano. Dopo quel tragico episodio, per Georges Hébert diventa evidente la necessità di formare gli uomini sia fisicamente sia moralmente, e di renderli capaci di dare un valido aiuto nelle situazioni più difficili.

Si apre per Georges Hébert un altro capitolo della sua vita: incontrerà ostacoli, opposizioni ma per lui è diventato come un apostolato e ci consacrerà fino alla fine tutte le sue energie. Chiede allora di essere trasferito a una scuola di Marinai dove avrebbe potuto applicare la sua personale concezione di formazione: “Essere forti per essere utili”. Fortunatamente la Marina sostiene la sua opera nascente.
Viene trasferito alla Scuola di Ginnastica di Lorient e comincia a trasformarla radicalmente lamentandosi però della lentezza con la quale riesce a introdurre miglioramenti. La Scuola di Lorient, come tutte le altre scuole militari e civili dell’epoca, è sottomessa ai regolamenti della Lega dell’Insegnamento. Essa impone il metodo svedese e ostacola subito l’operato di Georges Hébert, e in seguito cercherà di ristabilirlo in tutti ministeri (Ministeri dell’educazione, della Marina, della Guerra …) in cui la Méthode Naturelle prenderà il posto.

Nel 1905 Georges Hébert propone alla Marina di unire la Scuola dei Fucilieri con quella di ginnastica. La sperimentazione si estende poi a tutta la Marina e hanno luogo le prime dimostrazioni pubbliche, specialmente a Parigi. Nel 1910 il Presidente della Repubblica gli rimette la Legione D’Onore per servizi resi alla gioventù.

Dopo qualche anno e l’esperienza positiva dell’applicazione della sua dottrina, Georges Hébert pubblica il suo primo libro intitolato” La Culture Virile ou des Devoirs Généraux de l’homme”. Nonostante gli evidenti risultati positivi e i diversi riconoscimenti pubblici, Georges Hébert continua a subire tentativi di discredito. Viene adottata la dicitura “Méthode Naturelle”, continuano i perfezionamenti tecnici e pedagogici, si susseguono le grandi manifestazioni. Nel 1913 riscontra grande successo al Congresso Internazionale di Educazione Fisica di Parigi con conseguente applicazione della Méthode Naturelle nelle scuole. Sempre nel 1913 il Marchese di Polignac offre la direzione del Collegio di Reims a Georges Hébert che può finalmente, e senza nessun tipo di pressioni, formare uomini e donne. Ad appena un anno della sua apertura acquista una fama internazionale.

Purtroppo i giorni del collegio sono contatti. Nel 1914, scoppia la prima guerra mondiale e Georges Hébert viene mobilitato. Ferito gravemente al braccio durante una battaglia in Belgio, deve rientrare in Francia dove rimane in ospedale per più di un anno. Appena rimesso e con un’invalidità al 75 % viene chiamato dall’esercito per riformare i soldati.
Fatto abbastanza strano se si pensa che l’esercito chiami un marinaio per formare le sue truppe! Crea percorsi d’attacco che assomigliano il più possibile alla realtà che devono affrontare i soldati. Oggi tali percorsi sono conosciuti e addottati in tutto il mondo come “percorsi del combattente”.

Dopo la guerra, il Collegio di Reims essendo distrutto, Georges Hébert decide di orientare la sua azione verso i bambini e le donne. Nel 1919 apre il Collegio della Palestra nel nord della Francia che forma anche nuovi istruttori. Allorché la Palestra è una scuola estiva, apre nuove scuole invernali sulla Costa Azzurra. Nel 1929 crea la prima Scuola Nautica al femminile su un vecchio veliero chiamato l’Alcyon. Sono gli anni in cui crea anche la rivista “L’Educazione Fisica” dove cerca di diffondere il suo messaggio e di difendersi dei continui attacchi provenienti da diversi organismi contrari all’espansione della Méthode Naturelle. In uno dei suoi ultimi libri ” Le sport contre l’Education physique ” denuncia, in modo quasi profetico, gli abusi dello sport di competizione. Nel 1955, e al seguito di un primo attacco cerebrale, Georges Hébert rimane paralizzato.

Con la forza di volontà che lo distingue e destando l’ammirazione dei medici riesce a riacquistare l’uso della parola e della scrittura e acamminare di nuovo. Due anni più tardi, un secondo attacco lo stronca definitivamente. Nel 1959 il suo ultimo libro “La natation” è pubblicato.

Georges Hébert: l’uomo, la sua personalità

La prima testimonianza viene da parte di giornalisti che hanno fatto diversi reportage sulla scuola dei Fucilieri della Marina intorno al 1910:
“Avete appena visto marinai formati da Georges Hébert e avete potuto constatare gli effetti del loro allenamento con risultati !sici sorprendenti.

Ma quello che Georges Hébert non vi ha detto è il progresso morale che va di pari passo con il miglioramento fisico… non solo Georges Hébert forma atleti, riesce pure a farne uomini di una moralità superiore. L’anima migliora insieme al corpo … Si è visto in Georges Hébert solo l’inventore di un metodo di cultura fisica . Georges Hébert è un !losofo, un moralista e se si accettasse di applicare in tutti i settori i principi di Georges Hébert, la vita di ognuno di noi sarebbe più bella e più pacifica…“

La seconda testimonianza proviene dalla Marina quando questa subì pressioni per mandar via l’Ufficiale Georges Hébert:
“L’opera di quest’ufficiale è efficace e utile, come lo dimostrano l’eccellenza dei risultati su più di 10.000 uomini …”

La terza testimonianza è resa da un altro giornalista nel 1913 :
“Quale strano uomo buttato nella nostra epoca come per un errore di data, quanto in anticipo sul suo tempo!”

L’ultima testimonianza è l’analisi grafologica fatta nel 1959 da H. Clair, esperto in grafologia nei tribunali.
“ Quello che colpisce di più è la grafia semplice, chiara, l’equilibrio interiore delle facoltà… la qualità primaria è la franchezza. Una grande chiarezza di vita e di pensiero, una personalità !era ma non orgogliosa e che non si abbassa a compromessi… disprezza gli interessi materiali … una volontà di ferro è l’armatura del suo carattere… Il suo senso morale è profondo …”

Georges Hébert: l’opera, il messaggio

L’evocazione sommaria dell’uomo e delle azioni che hanno marcato la sua vita non si può concludere senza evocare lo spirito del suo messaggio, che va ben oltre l’uomo che è stato. Tale messaggio è indirizzato a tutti noi.

Durante la sua vita Georges Hébert ha contestato l’impostazione che la ginnastica aveva già preso ai suoi tempi: una ginnastica fatta senza alcuna considerazione dell’ordine naturale. Per lui invece, tutto quello che è necessario all’uomo per uno sviluppo sano si trova nella natura. Pertanto bisogna ricreare tali condizioni in ambiente naturale se possibile, ma anche in palestre se non si può altrimenti, e allenarsi secondo un metodo dove si riscopre il movimento naturale.

“non c’è che un genere di educazione fisica razionale o di sistema di perfezionamento umano ed è quello dell’allenamento progressivo al lavoro e della pratica metodica di esercizi naturali e utili” (guide pratique de l’Education physique, 1909 ).

L’azione di Georges Hébert !n dall’inizio non ha avuto finalità sportiva, ma una profonda vocazione educativa. A differenza dello sport, la Méthode Naturelle possiede tre caratteristiche essenziali: l’utilità, la misura e l’altruismo. L’utilità, in quanto Georges Hébert concepisce l’attività fisica come mezzo per preparare l’individuo ad affrontare eventuali prove. Nel suo metodo non ci sono pertanto movimenti artificiali “inutili “o ricerca di coreografie elaborate, ma una riscoperta dei gesti naturali ampiamente descritti nelle dieci famiglie di movimento.

Non vuole formare tecnici di questa o quest’altra disciplina ma semplicemente uomini di carattere.

La misura, in opposizione allo sport dove spesso si cerca di superarsi senza risparmiarsi. Lo sport porta ad eccessi e spesso lo si pratica con il fine di partecipare a gare, competizioni, tornei o esibizioni. Si cerca il proprio limite sino ad arrivare ad eccessi assurdi dove l’atleta mette a rischio la propria salute o la propria vita. All’opposto Georges Hébert insisteva sul senso della moderazione e sull’inutilità di tali traguardi. “il cuore deve resistere per ultimo, dopo i muscoli, dopo i nervi e il fiato”.

Non ci sono nella Méthode Naturelle differenze di natura nell’allenamento degli uomini, delle donne o dei bambini. Ci sono invece questioni di adattamento, di dosaggio in funzione dello stato fisico delle persone. Infine l’altruismo, Georges Hébert non ha altro scopo che lo sviluppo armonioso di tutta la società. Gli preme l’interesse collettivo che sembra assente nello sport. Lo sport, infatti, tende a sviluppare l’individuo per se stesso o per una federazione. Si impara a vincere sugli altri. Non educa l’individuo a implicarsi fisicamente e moralmente al servizio degli altri.

“l’uomo che vive solo per se stesso è un essere abietto che cade ancora più in basso della bestia “

La Méthode Naturelle è quindi, non solo educazione fisica, ma anche educazione morale. Georges Hébert prende in considerazione le necessità del nostro corpo, ma alla base della sua dottrina, e siccome si tratta dell’essere umano e non solo di corpo da sviluppare, Georges Hébert parla di cultura morale. E’ senz’altro l’aspetto che da più problemi nella società odierna ma per Georges Hébert cultura fisica e cultura morale erano inscindibili l’una dell’altra. La Méthode Naturelle restituisce gli uomini a loro stessi contribuendo a ritrovare con “metodo “ le condizioni favorevoli del loro sviluppo fisico.

La Méthode Naturelle non si copia e non si imita senza correre il rischio di tradirla. Tantomeno si può pensare di applicarla solo in parte, tenendo la parte “fisica” e tralasciando l’aspetto morale. Se molti, in effetti, hanno riconosciuto il valore della parte tecnica della Méthode Naturelle e della sua pedagogia, tanti l’hanno svuotato dal suo senso profondo.

La pratica della Méthode Naturelle deve rimanere subordinata alla realizzazione di un ideale umano, l’affermazione del corpo non può esistere senza quella del carattere e della volontà.

La ricerca della buona condizione fisica deve dunque essere orientata, motivata da un obiettivo ultimo che si riassume semplicemente con il motto della Méthode Naturelle:

“Essere forte per essere utile”
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