Georges Hébert (1875-1957)


Tradotto da un articolo di Pierre PHILIPPE-MEDEN: 
“HÉBERT Georges (1875-1957)”, dans Bernard Andrieu (dir.), Vocabulaire International de Philosophie du Sport, Collection “Mouvements des savoirs”, L’Harmattan, 2015, p.201-205.

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Luogotenente di vascello, direttore del College d’Athletes de Reims e della rivista L’Education Physique, Georges Hébert ha rinnovato le idee sull’educazione fisica secondo la sua concezione naturalista dei corpi. Dopo gli anni di formazione all’accademia navale, ha approfittato dei suoi viaggi per osservare i differenti comportamenti ginnici di eserciti regolari, di guerriglieri, di operai e di studenti universitari.
Nel 1903, il Battaglione di fucilieri della marina di Lorient, ha messo fine ai metodi della normale scuola militare di ginnastica e scherma di Joinville-le-Pont basata essenzialmente sull’utilizzo di attrezzi, drill, e esercizi statici derivati dall’influenza della ginnastica svedese di Pehr Henrik Ling (1976-1839) e della ginnastica volontaria di Philippe Tissie (1852-1935), che consisteva nell’esercizio separato delle varie parti del corpo secondo movimenti analitici, convenzionali e automatici.
Hébert, al contrario, si posiziona sotto quella riconosciuta come scuola francese che va da Rabelais (1494-1553) a Georges Demeny (1850-1917), passando per Amoros (1770-1848).

Così, sostituisce ai precedenti in uso, l’esecuzione di dieci famiglie di azioni dette “naturali” o “utilitarie” per le quali il corpo umano è specificamente organizzato: la marcia, la corsa, il salto, l’arrampicata, il trasporto, il lancio, il nuoto, la difesa, la quadrupedia e l’equilibrismo. L’insieme viene realizzato in spostamento, ad un ritmo rapido, sostenuto e continuo, per quanto possibile in un percorso in piena natura, su di un terreno accidentato per privilegiare le doti di adattamento, oppure in mancanza di ciò, su di un plateau di allenamento predeterminato.
Il ricorso a una relativa nudità durante gli esercizi è segno dell’interesse nei confronti della perfetta esecuzione dei movimenti fisici, del loro controllo e della loro correzione, quindi della sua attrazione per le pratiche e le teorie naturiste di Bernarr Macfadden (1868-1955), del quale tradurrà diversi articoli, poi dell’interesse per Paul Carton (1875-1947) sugli effetti terapeutici dell’aria, del sole e dell’acqua, così come quelli di un’alimentazione frugale, ovvero vegetariana in vista di un miglioramento della forza e della resistenza organica.

Il suo metodo, che chiama “Methode naturelle d’education physique, virile et morale” (MN), deve essere economico, applicabile a tutti e a tutte le età, alle donne così come agli uomini. Inoltre non lo organizza in dogmi, tenendo in considerazione il suo perfezionamento con l’esperienza. Il sistema di valutazione dei risultati che Hébert propone dentro la sua opera Le Code de la Force (1911), si rifà ad una serie di prestazioni quotate basati maggiormente sulla fisiologia (sistema centimetri, grammi, secondi) che sull’anatomia (nastro metrico, spirometro, ecc.). Ponendo l’altruismo alla base delle sue riforme, Hèbert riassume la sua dottrina in una formula: «Etre fort pour etre utile, etre fort pour se sauver soi-meme ou porter secours a son prochain».

All’inizio della guerra 1914-1918, il MN è adottato da diversi enti privati, tra cui i Compagnons de I’Universite Nouvelle (1919), la Ligue internationale d’education nouvelle (1921), l’École du Vieux-Colombier (1921), la Compagnie des Chemins de Fer du Nord (1922), le scuole professionali Michelin (1925), gli scout (1926), ecc. La sua notorietà diventa internazionale. La sua influenza si risente in URSS (1925), nella Repubblica di Cuba (1927), in Polonia (1928), in Bolivia (1930), in Vietnam (1934), in Libia (1945), in Giordania (1956), ecc. Nel 1925, dentro la comunità femminile hebertista La Palestra, l’hebertismo assume la forma di un modello d’insegnamento olistico costituito da sei aspetti: Un allenamento completo secondo il MN, un apprendimento di tutti i mestieri manuali attuali, una cultura mentale e morale, una cultura intellettuale, una cultura estetica con gli sviluppi sull’esoterismo cristiano e un’iniziativa naturista

Nel periodo tra le due guerre, Hèbert dà l’immagine di un individuo in rottura, in opposizione, conservatore e reazionario, un personaggio contro la militarizzazione, la medicalizzazione e la sportivizzazione dell’educazione fisica. L’affermazione che scrive sulla rivista L’Education Physique è esplicita: « L’education physique sera une euvre scolaire, aux maitres de la realiser ».
Difensore degli equilibri della natura, egli predica l’empirismo contro lo scientismo, il sistetismo contro l’analiticità, l’utilitarismo contro l’olimpismo.
Benché Hébert non sia intimamente legato al Regime di Vichy, l’adozione del suo metodo da parte del Commissariato di Borotra (1941) fa sì che si ritrovi irrimediabilmente associato alla politica di quest’epoca.
Il cinquantenario del MN nel 1955, sotto la direzione del Presidente della Repubblica Francese, indica già il ruolo che l’hebertismo continua a giocare all’interno dei diversi ambienti militari e civili. Ciò diminuirà fino a scomparire con il crescere dell’importanza della dottrina dello sport educativo negli anni sessanta.

All’inizio del coinvolgimento francese in Afghanistan (2001), con il fallimento dello sport educativo per la preparazione dei combattenti a terreni accidentati, il MN fa ritorno nel mondo militare per la formazione di esperti in Allenamento Fisico Militare e Sportivo (EPMS); nello stesso periodo, esso trova un incremento di interesse dentro alcune pratiche sportive alternative, il Parkour, il Freerunning e il MovNat. Tuttavia, negli ultimi anni, gli atleti di questi sport in cerca di senso, si dirigono verso la section hebertisme (Sport’Nat) della Federation Belge d’Hebertisme et de Yoga (FBHY) dove il MN è ancora praticato alla maniera tradizionale.

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